giovedì 25 febbraio 2021

Le gemme del Monteferrato

Granato Andradite nella varietà Topazolite
Visto l'interesse che tanti hanno per il nostro Monteferrato, vorrei sottolineare il fatto - che molti forse conosceranno - che le tre "gobbe" che onorano il nostro paesaggio non sono di origine vulcanica effusiva (come l'Etna, per capirsi) bensì create dall'emersione e frammentazione del mantello terrestre a seguito del movimento di deriva delle placche continentali.

In altre parole, il Monteferrato non è mai stato un vulcano, bensì un frammento dell'antico fondale dell'Oceano Tetide portato in superficie da fenomeni di obduzione (spinta verso l'alto) che hanno letteralmente portato alla luce - come con una sorta di ascensore - rocce che originariamente stavano a decine di chilometri sotto la crosta terrestre degli antichi continenti.

Questo ha creato un ambiente unico, dal punto di vista geomineralogico. Sul Monteferrato sono stati trovati minerali altrove rarissimi o peraltro di difficile reperibilità. Contrariamente ai monti circostanti è comune la presenza di percentuali anche importanti di metalli che nel passato - soprattutto nella zona di Figline - diedero origine a coltivazioni e a lavorazioni preindustriali e che durante il periodo dell'autarchia negli anni Trenta del Novecento portarono perfino a ricerche geominerarie nell'area del monte Piccioli.

Per me, comunque, il simbolo del Monteferrato è una gemma: verde come il "marmo verde di Prato" è un granato, in particolare una sottovarietà del tipo andradite, ricco di calcio e di ferro, di un colore che va dal verde giallo chiaro al verde erba intenso.

Si chiama Topazolite, la potete vedere nella foto.

Nessun commento:

Posta un commento