martedì 9 aprile 2019

Un sabato di aprile del 1536

Sabato 25 aprile 1536, Carlo d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Carlo V, Re di Napoli, Duca di Borgogna, Re di Spagna, Re di Sardegna e Re di Sicilia, in viaggio nei suoi domini italiani di ritorno dalla sua spedizione africana a Tunisi contro la pirateria saracena, stava su questa collinetta - dove oggi è il monumento di Buren - proprio di fronte alla villa dei Panciatichi, patrizi fiorentini che possedevano gran parte di questo territorio.

Era alla fine di una battuta di caccia nei boschi, organizzata per fargli conoscere in modo informale, al di fuori del rigido cerimoniale della Corte imperiale, il duca Alessandro de' Medici signore di Firenze, in quel momento ospite dei Panciatichi.

Lo scopo era quello di rafforzare i legami tra quello che Carlo considerava un suo feudatario e l'Impero, che nella sua persona raggiungeva in quel momento la sua massima estensione territoriale su due diversi continenti, al punto che si diceva che Carlo si compiacesse di affermare che sul suo impero "non tramontava mai il sole".

E come si usava in quei tempi, per rafforzare un'alleanza non c'era niente di meglio di un matrimonio: così Carlo propose al duca Alessandro di sposare Margherita, una sua figlia naturale, da lui peraltro riconosciuta (e ovviamente provvista di adeguata dote) pochi anni prima. Il matrimonio ebbe luogo tra grandi festeggiamenti a Firenze nemmeno due mesi dopo, il 13 giugno.

Lui aveva 26 anni, lei 14: poco più di una bambina, destinata a restare precocemente vedova, perché Alessandro fu assassinato solo sei mesi dopo, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio del 1537.

sabato 23 febbraio 2019

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Gv 20,29)

La Via Dolorosa
Svenimento della Madonna

Nei pressi di Montaione, accanto al convento intitolato all'eremita San Vivaldo, il 1º di maggio del 1500, a seguito dell'insediamento dei Frati Francescani Minori, si iniziarono a costruire una serie di chiesette e cappelle che riproducevano la topografia e i luoghi santi di Gerusalemme. Da qui il nome di "Gerusalemme di Toscana".

L'ideazione del Sacro Monte fu merito dei frati, che in quel tempo erano soliti fare molti pellegrinaggi in Terra Santa, e in particolare fra' Tommaso da Firenze e fra' Cherubino Conzi, i quali costruirono prima il convento e poi 25 cappelle ricordanti le varie tappe della vita, passione e morte di Gesù Cristo, aiutati nell'impresa anche dagli abitanti del luogo che trasportarono le pietre necessarie alla costruzione dal fondo del fiume Egola.

In ogni cappella venne realizzata una scena della narrazione evangelica, con personaggi in terracotta dipinta di grande espressività e a dimensioni naturali, in modo da dare l'impressione a chi entrasse di trovarsi al centro della rappresentazione. Quasi tutte le sculture sono della bottega dei Della Robbia; molte sono dei veri capolavori di espressività.

Lo scopo della realizzazione delle cappelle era di offrire alla popolazione la possibilità di fare un pellegrinaggio "virtuale" senza andare a Gerusalemme, che in quel periodo cadeva sotto il dominio dei turchi, e senza eccessivo dispendio di denaro. Esiste infatti una bolla di papa Leone X (1516) in cui si stabilisce il riconoscimento delle cappelle e la concessione di un'indulgenza a coloro che vi fossero andati a pregare.

Fra' Tommaso da Firenze si affidò per la realizzazione topografica esclusivamente alle sue memorie, legata ai molti viaggi in oriente, a Creta e in Terra Santa, oltre ai contatti con il frate Bernardino Caimi che in quegli anni progettava il Sacro Monte di Varallo in Piemonte.

Fra' Tommaso scelse il luogo con estrema accuratezza, adottando l'orientamento astronomico di Gerusalemme e non quello locale: aveva identificato ad est del convento una valle boscosa, che rassomigliava alla valle di Giosafat; più a sud un rilievo si era ideale a rappresentare il Monte degli Ulivi; a nord, un ripiano naturale poteva rappresentare la spianata del tempio, mentre poco più in là, una collinetta, veniva a formare il Monte del Calvario.

Ancora oggi esistono 17 delle 25 cappelle costruite in origine. Il progetto originario ne prevedeva ben 34. Nel corso dei secoli alcune cappelle sono scomparse per incuria o per eventi naturali, altre invece sono state aggiunte. Resta comunque intatto il progetto di catechesi di fra' Tommaso, che era quello di avvicinare in modo tangibile la narrazione evangelica alla sensibilità popolare, perché potessero credere anche "quelli che non hanno visto".